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gnocco fritto e torta fritta, specialità emiliane per differenze da… terreno minato!

Apriamo con un dovuto avvertimento: la strada sulla quale vi stiamo accompagnando è un pericoloso terreno minato, seppur assai gustoso!

Gnocco fritto è torta fritta, quindi? L’interpretazione che vale per entrambe è che si tratta di pasta di pane lievitata e fritta. A Parma è chiamata torta fritta, a Reggio Emilia è gnocco fritto. Le varianti sono minime e si nascondono nelle pieghe di ricette tramandate di borgo in borgo, o ancor maglio di famiglia in famiglia. Chi mette il latte, chi le patate, chi… E se lo chiedete a Reggio Emilia non vi venga in mente di chiamarlo lo gnocco fritto, qui è il gnocco fritto!

Le origini

La ricetta risalirebbe ai Longobardi. Divenne subito un piatto popolare. Negli anni 60 del secolo scorso era il piatto dei contadini. A Parma lo si chiamava torta fritta perché era spesso spolverato con lo zucchero e lo si mangiava come dolce. Solo più tardi si comprese che senza zucchero poteva accompagnare i salumi e i formaggi. 

Torta fritta o gnocco fritto, comunque sia, parte da una ricetta base che è la seguente. Piccole varianti e personalizzazioni rientrano nella categoria “sfizi“!

Ingredienti

500 g Farina 00 macinata a pietra
1 cucchiaio di strutto per l’impasto
12 g lievito di birra
180 ml acqua
10 g sale
2 Kg di strutto per friggere

L’impasto

Se una volta si usava la farina che si aveva in casa, oggi preferiamo quella macinata a pietra. L’impasto va lavorato a lungo, con forza. Solo alla fine, uniamo il sale. E successivamente lo strutto. Ricaviamo una palla e lasciamo lievitare almeno per 5 ore nel luogo più fresco della casa.

La preparazione

Al termine della lievitazione, stendete l’impasto. Allargatelo e piegatelo in 4 su se stesso come fosse un fazzoletto. Tagliatene un pezzo grande quanto un pugno. Lavoratelo con il mattarello infarinato fino ad ottenere uno spessore di circa 2 mm. Con una rotella ricavate dei rombi non grandi.

La frittura

Deve friggere nello strutto. Ne occorrono 2 Kg. Consigliamo di provare la temperatura con un pezzo piccolo di impasto. Raggiunta la temperatura, si possono gettare 3-4 rombi per volta, estraendoli quando dorati. Vanno posati delicatamente sulla carta assorbente senza schiacciarli. Vanno serviti caldi accompagnati da salumi.

©experiecemilia

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