Experiencemilia viaggio nella cultura del cibo
viaggio nella cultura del cibo

II Press Tour Piacentino

primo giorno – Morfasso

Experience Emilia in sinergia con Destinazione Turistica Emilia, ha avviato il progetto Press Tour a favore di questo virtuoso territorio compreso tra le provincie di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, capace di esprimere, in ambito food & culture, eccellenze di spessore internazionale.

Siamo partiti da Morfasso per conoscere scorci e storia dell’alta Val d’Arda, guidati dall’entusiasmo dei suoi amministratori, un gruppo solido e concreto che ha dato un’impronta tangibile a questo territorio, ben visibile nello sviluppo e nella crescita che ha vissuto in questi ultimi anni. Lo dico nella veste di creatore del circuito Mangiare Piacentino, ruolo che mi ha portato a conoscere aspetti e retroscena di quest’area all’inizio del nuovo millennio quando, con la Provincia e con l’allora assessore e vicepresidente Mario Spezia, era stato avviato un ampio progetto a favore dei territori svantaggiati del piacentino, quelli a rischio spopolamento.

veduta di Morfasso – alta Val d’Arda

Da allora sono stati fatti passi da gigante, grazie all’amministrazione comunale e a chi, con loro, ha voluto collaborare, impegnandosi nel superare quelle difficoltà causate dalla diffidenza e dai tanti lacci della burocrazia. Oggi possiamo guardare al futuro di questa terra con occhi fiduciosi e con animo pieno di speranza, perchè la strada giusta è stata tracciata, Ora serve percorrerla e continuarla, augurio ed invito che estendo alla politica che verrà e alle parti attive che hanno contibuito a questo grande risultato.

Per quanto concerne il Press Tour devo fare i miei più sentiti complimenti e ringraziamenti ad “un sacco” di persone, iniziando da dove siamo partiti, quindi proprio da qui, da Morfasso.
In primis, anche per il rischio che ha voluto correre accettando questa iniziativa che sembra facile da organizzare ma che, al contrario, proprio facile non è, un Grazie al sindaco Paolo Calestani, agli assessori / delegati Filippo Segalini e Andrea Fulgoni.

A seguire Grazie a Luciana Tiramani e allo staff di Zia Valentina, un locale che è una vera eccellenza del piacentino, mentre lei, Luciana, l’artefice di questo gioiello di sapori, è invece è una “macchina da guerra” di pace e di bontà, spesa nella passione per il suo lavoro. Lo show cooking è stato non solo divertente, ma anche istruttivo e distruttivo, poichè noi ospiti abbiamo potuto imparare qualcosa in più nella preparazione dei tortelli con la coda, mentre chi ci seguiva e guidava ha dovuto ricorrere a salti tripli carpiati per evitare danni tra i più creativi ed originali!

show cooking all’Osteria Zia Valentina: un’eccellenza piacentina

La cena è stata sublime, accompagnata dai vini di Casa Benna, raccontati dal patron dell’azienda Andrea Molinari, l’accoglienza e la cordialità da ricordare, la simpatia da incorniciare. La notte nelle camere di Zia Valentina è stata di un sonno profondo, dove il silenzio dell’alta montagna ha fatto da colonna sonora. Grazie anche all’hotel della piazza che ha contribuito all’accoglienza.

Grazie a Nadia e a mamma, cuoche sopraffine di La Risorgiva, che hanno fatto da congiunzione con le loro bontà tra Zia Valentina e il salame nostrano e boccioni di rosso rigorosamente senza etichetta, consumati con una certa voracità nella sala del Comune. A La Risorgiva ricordiamo, con lacrime di gioa, i ganassini che sono stati la chiusura di una degustazione light (qui scappa la risata, vero?).

Salutati questi amici, perchè tali sono diventati (qui capita così), ci siamo arrampicati per raggiungere e superare il confine piacentino ed entrare in terra permense per la visita ad uno dei manieri più belli della nostra regione e vorrei dire anche oltre: il castello di Bardi. Qui Giovanna, rappresentante della cooperativa che gestisce la visita alla fortezza, ci ha condotti in un itinerario alla scoperta della storia e alla visione di queste antiche mura che ancora oggi, così perfettamente conservate e da lei raccontate, riportano indietro nel tempo, tra conflitti e leggende per una tappa davvero straordinaria. Grazie a Giovanna per la bella visita guidata.

Rientriamo in terra piacentina, lungo strade che obbligano a soste frequenti per fermare con scatti carichi di fascino e di magia, quelle visioni, quei panorami, quegli scorci che posteremo sui social e sui canali di comunicazione predisposti. Arriviamo così a Bettola, in val Nure, e ad accoglierci c’è un giovanissimo ragazzo al quale, con un po’ di timore, ma non troppo, avevo affidato tempo prima l’organizzazione della giornata in visita al suo paese. Lui è Luca Corbellini, anni 21, consigliere comunale, mettetelo in agenda, lo ritroverete presto sedere in qualche posto di prestigio, sindaco? Assessore? Non sono solito giocare denaro, ma qui ci punto un po’ di euro. Luca ci ha accolto in compagnia del sindaco Paolo Negri, persona discreta e piacevole, accogliente e disponibile, capace di trasferire un rassicurante senso di affidabilità. La giornata di Bettola inizia all’AgriRach la Bëtla, una struttura che avevo conosciuto più di dieci anni fa e che non rientrava all’epoca nei canoni di Mangiare Piacentino, per come era stato concepito il nostro protocollo. Oggi altrochè! AgriRach la Bëtla è un punto di riferimento fortemente consigliato, un luogo dove natura, sport e buona cucina formano un triangolo vincente. Elena, Mirko e Ilaria, collaborati da Rosellina (andate a conoscerla), sono un team ben affiatato che promette bene, un team che sta lavorando anche in chiave di collaborazione e sinergie, necessarie sempre, ancor più quando si inizia un’avventura e la si inizia all’interno di una struttura dove è importante segnalare con un cartello la “Nuova Gestione”.

Qui abbiamo trovato cavalli con i quali partire per belle escursioni ed altri perfetti per imparare questa disciplina, guidati da un’insegnante ad hoc. Last but no least: la cucina. Qui bastano davvero poche parole: ricerca, genuinità, tradizione, tira la riga e il risultato è: bontà.
Grazie a voi allora, a Elena, a Mirko, a Ilaria e a Rosellina, a lei con una stretta di… zoccolo!
Salutiamo questi nuovi amici e, con la promessa di rivederci, andiamo oltre.

E andiamo alla scoperta di qualcosa di eccezionale che stavolta non profuma di cucina, ma pur sempre di natura e di benessere: il suo nome è Trail Valley. Amo scoprire giovani che si impegnano per il loro paese, per la loro terra, anche perchè tale impegno si riflette sulla loro gente e, a caduta, sul resto del mondo. Potrebbero essere, questi ragazzi, l’esempio di “come si fa”, nella più totale semplicità. Nulla di effetti speciali e luci stroboscopiche, solo prendere atto di quanta ricchezza sta sotto le suole delle nostre scarpe. Il valore di quel suolo lo hanno ben chiaro i ragazzi di Trail Valley. Per questo hanno avviato un progetto che oggi si trova alla metà del suo compimento e che, una volta terminato, può rappresentare la più vasta area tracciata d’Italia. Saranno 400 km di sentieri (si, non ci sono errori di battitura, proprio 400 km) che una volta portati a termine, mappati e segnalati, diventeranno attrazione vera e concreta di questo territorio. Sono giunti a 200 km, a metà strada, e la domanda sorge spontanea: quanti anni serviranno ancora a questi ragazzi? Anni? Pochi mesi servono ancora, perchè qui si lavora, tanto e in tanti, qui le chiacchiere stanno a zero. 400 km entro primavera 2020 saranno fruibili e percorribili da tutti, per chi ama sentieri più da trekker e chi invece preferisce escursioni slow, in stile passeggiata. Un’offerta turistica da premio Nobel. L’area tracciata da Trail Valley, con queste caratteristiche, potrebbe risultare la più grande mappata d’Italia. Per testimoniare la percorribilità dei sentieri, dopo una breve visita ad uno di questi percorsi, siamo andati a Rigolo, un borgo incantevole a pochi minuti dal centro di Bettola, presso una struttura che seguo da anni, dall’inizio di Mangiare Piacentino.

E’ l’Agriturismo Cà Sonino gestito dalla famiglia Callegari che oggi ha un erede perchè Pietro con la moglie hanno deciso che Rigolo, dopo settant’anni, doveva tornare a ripopolarsi! L’accoglienza è quella di sempre, la gentilezza e la cortesia, la simpatia e il piacere dello stare insieme va di pari passo con la scelta dei prodotti offerti, tra ottimi salumi e formaggi, bortellina e specialità preparate per l’occasione, ma che sono le stesse golosità preparate e portate ai tavoli ogni volta.

Samuele, in rappresentanza di Trail Valley, ha scorso alcune slide per descrivere il progetto Trail Valley e, a seguire, alcune piccole aziende hanno invece proposto e descritto i loro prodotti. Si tratta dell’Azienda agricola Woods raccontata dalla sua creatrice Sara Bernocchi e dell’azienda agricola biolgica Biomiele il cui titolare è Luca Modolo. Prodotti di qualità che si possono acquistare in zona e che qui, in bella esposizione, esprimevano l’essenza del territorio, tra natura e tradizione. Prodotti di cui vorremo parlare con dovuti dettagli nei pezzi che scriveremo.

Tutto questo nella cornice dei sapori di Cà Sonino, agriturismo del circuito Mangiare Piacentino, punto di riferimento d’eccellenza di questa parte di val Nure.
Un sentito Grazie quindi a Giuliano e alla sua famiglia. Un Grazie anche a Trail Valley e complimenti per il lavoro svolto e per l’ambizioso progetto. Grazie anche a Sara Bernocchi e a Luca Modolo, per la loro presenza e per la pazienza che hanno avuto in un giorno assai pieno!

La sera ci ha visti poi scoprire un pezzo di piacentino unico ed affascinante: il Bagnolo. Si tratta di una strada di bassa collina che unice la val Nure alla val Trebbia, tra Pontedell’Olio e Rivergaro. Qui le tappe sono di altrettanta straordinaria qualità. La Favorita non ha bisogno di alcuna presentazione, nel nome è racchiuso il senso. La Favorita è luogo di alta cucina, al suo tavolo si degusta la cultura di un territorio raccontato nei suoi piatti, dove la ricerca è verbo di sperimentazioni culinarie e di materia prima, un luogo dove nulla è lasciato al caso, le pietanze trovano il giusto impiattamento e la corretta presentazione al tavolo. Professionalità e passione sono la sintesi più efficace de La Favorita. Qui ringraziamo Stefano e la sua famiglia per l’ospitalità riservataci.

Agriturismo La Favorita: un pezzo di storia di cucina piacentina

La notte è per riposare, ancor più quando la giornata ci ha visti scavallare comuni e provincie, portandoci a contatto con gente e luoghi che ci hanno dato tanto, ma che tanto ci hanno preso… in energie spese! E la notte alla Corte del Gallo è una signora notte! Un piccolo borgo di case in pietra dove la strada termina la sua corsa, dove trovano posto camere che definire accoglienti non è sufficiente, piccole bomboniere di pace e di serenità. Ecco si, proprio questo è il termine più corretto per descrivere l’accoglienza della Corte del Gallo: pace e serenità. Non voglio dilungarmi nella descrizione di questo agriturismo che ho conosciuto dalla sua nascita perchè sarei un po’ di parte, Mariuccia e Franco, Elia e Laura, Patty e gli splendidi bimbi Aurora e Edoardo sono un po’ la mia famiglia, quindi come posso fare? Posso solo ringraziarli di cuore e dire a chi non conosce ancora questo luogo, beh… non ve ne andate nella vita futura prima di essere stati qui!

Agriturismo Corte del Gallo: buona cucina, cordialità ed ospitalità

La mattina successiva siamo stati di nuovo a Bettola per visitare, con il promettente amministratore pubblico Luca, il centro con la sua bella piazza e il santuario della Beata Vergine della Quercia, per poi andare alla scoperta di altre belle tappe. La mattina termina presto, perchè tanto è da vedere ed il tempo scorre veloce.

A Luca un grande Grazie e, con lui, un altrettanto grande Grazie al sindaco Paolo Negri.

Nel pomeriggio si scende a valle, dove le colline lasciano il posto al corso del grande fiume, il Po. L’appuntamento è, tanto per cambiare, con i sapori della cucina piacentina, stavolta rivisitati ed elaborati da chi ha scritto, e continua a scrivere, pagine di storia nel grande libro della tradizione gastronomica piacentina: Ristorante Cattivelli. Abbiamo il piacere di sederci a tavola con Pierangelo Romersi, direttore di Destinazione Turistica Emilia, ente pubblico preposto alla promozione e valorizzazione del territorio Piacenza, Parma, Reggio Emilia che sostiene il progetto Press Tour Piacentino e dintorni. Con lui Daniela Tansini, referente di DTE di Piacenza.

Seduti al tavolo del Ristorante Cattivelli è come essere seduti nel gotha della cucina emiliana, quindi laddove è giusto sedere e con calma degustare quanto portato al tavolo, ancor meglio se in compagnia con gli esponenti e sostenitori di questo press experience.

Siamo serviti da Luca Castellani, genero di Valentino e Cesira fondatori di questo paradiso di cibo. Veniamo accompagnati in un percorso di profumi e sapori, espressione del piacentino. E allora iniziamo questo viaggio con portate di primi piatti, pesce di fiume, formaggi locali come il cacio del Po (che vedremo in seguito), dessert che, accompagnati dai vini dei colli piacentini, esprimono genuinità e bontà già dal primo assaggio.

Ristorante Cattivelli: una vera istituzione

Staremmo seduti a lungo qui, anche per il piacere che si prova seduti a questi tavoli, ma Elena ci aspetta…

Chi è Elena? Elena è un’altra forza della natura. Ma rpima di presentarvela ringraziamo Luca Castellani e il Ristorante Cattivelli con tutta la sua brigata di cucina e i protagonisti di questa bella storia gastronomica.

Elena è una giovane graziosa risorsa di questa zona del piacentino. Elena Marsiglia, poco più di 27 anni, laureata in architettura ambientale, si adopera tra studi, Pro loco, cooperativa ed è colei che ci ha organizzato buona parte della giornata. Grazie alla sua passione, condivisa con altri giovani, nasce “l’Isola dei tre ponti”, cooperativa sociale che si è caricata la mission di promuovere un territorio troppo trascurato, di certo non valorizzato per quanto merita. Ci accompagna in un percorso lungo Po, un anello sul quale credo molto pochi abbiano mai poggiato i piedi. Al termine del percorso, ignari della bellezza di questo luogo, rimaniamo sconcertati per il fascino che, nella sua totale naturalezza e ruralità, la zona sa esprimere. Mentre camminiamo Elena ci parla di bonifica, recupero, fruibilità e di tante curiosità che rendono la visita ancor più suggestiva. Brava Elena, ma brava veramente.

Grazie e te, e non solo. A questo punto voglio ringraziare anche Mario Spezia. E’ lui che mi ha consigliato, in uno dei nostri incontri confronti, di farti una telefonata “perchè tra voi qualcosa sicuramente può scaturire…” diceva convinto. E così è stato, una bella e proficua conoscenza che mi auguro possa continuare, a favore di questo bellissimo e poco valorizzato lungo Po. Con Elena siamo andati a conoscere anche due dei prodotti che fanno di Monticelli d’Ongina una vera piccola capitale del cibo di qualità. Si, perchè l’aglio è, per questo Comune che si stende quasi a metà tra Piacenza e Cremona, il prodotto che veicola il suo nome nel mondo. Entriamo alla Co.p.a.p, la cooperativa che porta in alto il valore di questo prodotto, e conosciamo la signora Giuseppina, responsabile della cooperativa, la quale ci porta in visita all’azienda, mentre alcuni dipendenti sono impegnati sulle macchine di lavorazione. Curiosa e suggestiva tappa di questo itinerario.
Grazie a Giuseppina Serena, per averci condotto nel mondo dell’aglio.

La visita successiva profuma invece di formaggio e di fiume, una piccola realtà pregna di tanto lavoro e di tanta passione qual’è il Caseificio Borgonovo dove si produce il cacio del Po, quel formaggio che avevamo degustato e che ci aveva deliziato il palato al tavolo di Cattivelli.

Scopriamo segreti (non tutti) di questo piccolo tempio della produzione casearia, ne assaggiamo alcune produzioni, tra i quali l’immancabile Grana Padano che qui si dice un pò migliore del fratello antagonista che si produce dall’altra parte della sponda. A voi l’ardua sentenza! Qui si racconta una bella storia di due fratelli e di una grande volontà di sperimentare e di provare nuove strade, sempre nel rispetto della tradizione e del rigido disciplinare che regola la produzione di queste eccellenze italiane nel mondo.
Grazie a Gianfranco ed Ennio Palormi perla loro accoglienza e amicizia.

Tappa poi dalla mitica Ambra, un’altra donna, tra le tante donne di successo che questo tour ci ha fatto conoscere. Lei dirige le tante attività dell’Agriturismo Bassanine, dal nome della zona dove sorge. Un’altra tappa del circuito Mangiare Piacentino, una tappa immancabile, vuoi per la qualità della sua cucina, vuoi per la struttura ricettiva che ospita camere davvero splendide. Non si può ignorare poi la bellezza della campagna che lo circonda. Ma il successo dell’agriturismo ha un solo nome: Ambra, una padrona di casa che fa della gentilezza e della discrezione il suo biglietto da visita. Qui siamo stati protagonisti del secondo show cooking. Ci siamo cimentati nella prova del gnocco! Il risultato? Un po’ da ridere, ma non ci siamo di tirati indietro… impareremo e torneremo per stupire Ambra!

La cena squisita, la notte indimenticabile. Al risveglio la stanchezza è rimasta tra le lenzuola, tanto è sereno l’ambiente circostante, quanto profondo il sonno che ne scaturisce.
Un Grazie di cuore anche ad Ambra e avanti così, sei tosta e giustissima!

Agriturismo Bassanine: una tappa immancabile nella visita al lungo Po piacentino

La mattina ci siamo regalati un momento di grande suggestione, tra le mura di uno tra i castelli più affascinanti del piacentino. Al Castello di San Pietro in Cerro siamo stati guidati in una visita ricca di spunti culturali ed artistici da colui che è l’autore di questo prezioso gioiello della cultura e della storia piacentina, emiliana ed italiana: Franco Spaggiari. Raccontare questo maniero di straordinario fascino è compito che lascio ai nostri giornalisti e blogger che abbiamo voluto con noi, perchè sarà per loro una gioia descrivere tale bellezza ed unicità. Non voglio anticipare e svelare nulla di quanto visto dentro queste mura, lo spettacolo merita ben altro che qualche riga!
Ringrazio davvero tantissimo il sig. Franco Spaggiari e la figlia Francesca che hanno combinato e coordinato questo incontro e questa splendida visita. Con Francesca prenderemo contatto per inserire il castello di San Pietro in Cerro nel circuito dei castelli del Mangiare Piacentino.

castello di San Pietro in Cerro: statue dei guerrieri di Xi An

La chiusura è in tema con l’intero Press Tour, con i suoi tratti caratteriali e specificità: simpatia, professionalità, accoglienza, bontà. E’ l’insieme raccolto in un’altra donna, guarda a caso! Lei è Giovanna Montesissa.

Quando ho il piacere di vedere e di incontrare è una ventata di simpatica follia. Lei è l’Agriturismo Boschi Celati, altra eccellenza della provincia piacentina, altra struttura che conosco e seguo dalla sua nascita, in una crescita verticale che ha saputo coniugare tempo e sviluppo. Per questo ora si colloca nel panorama piacentino ed emiliano quale ottimo riferimento per una cena, una cerimonia, un soggiorno. L’ambiente è grazioso, semplice e curato, l’accoglienza è quella di Giovanna, lei che un sorriso non lo nega mai, anzi, te lo trasferisce e ti contagia. E si sa, ridere migliora il flusso sanguigno, riduce il livello degli ormoni dello stress e aumenta il livello delle endorfine e degli anticorpi. Insomma: fa proprio bene.

Anche per questo Grazie a Giovanna, oltre ovviamente per l’accoglienza e per le ottime pietanze preparate ed offerte ai nostri ospiti. (messaggio in privato: Giò, appena ci vediamo ci facciamo un po’ di risate, ok?).
Consigli per te non ne ho, solo unGiò, avanti così!”

Siamo giunti al termine di questo Press Tour e di ringraziamenti, ma anche assai importanti, ce ne sono ancora un po’… a testimonianza che è stato un lavoro di squadra e, come è regola, con una squadra di qualità, ben messa in campo, il risultato è assicurato.

Per cui…
Grazie a Giorgio Bertuzzi, encomiabile per… tante cose.
Grazie a Graziano Boccalini, prezioso per disponibilità e suggerimenti. Grazie a Monica Viani, Rosy Balzano, Andrea Foschi, Riccardo Lagorio e anche a Nadia Toppino che, causa una Milano Golosa, in questo caso velenosa, potrà darci il suo contributo attraverso nostri suggerimenti.

E chiudiamo con un Grazie ad un’altra donna, Erica Pittoni. Lei, con Alessandro, è stata la presenza “sportiva” del Tour. Ha raccontato, nel corso dell’intero viaggio, chi sia e come lavora Trebbike, una realtà costruita per fare conoscere, agli amanti della natura e della bicicletta, territori spettacolari.

Grazie finale, ultimissimo, meritato e mai abbastanza grande, ad Anna Botti che, in una sola apparizione di pochi minuti, ha lasciato un segno indelebile nel nostro cuore. Ricordo gli sguardi rapiti e divertiti di tutti noi quando ha voluto raccontarci del perchè dell’ok, dello show cooking, del foraging e dell’inglese in ogni dove, quando a noi, invece, piace mangè piasintein, quindi, mangium tamme parlum!
Anna, alla prossima, per divertirci con la tua arte teatrale e con la tua infinita simpatia.

Conclusione (scontata): le donne battono i maschietti, ahimè, 3-0!
Alla prossima e Grazie ancora a tutti voi.

seguiranno foto e racconti, stay tuned!

©Roby Rossi

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